IAN PAICE & TOLO MARTON

IAN PAICE, leggendario batterista dei Deep Purple, si esibisce con Tolo Marton per un grande Rock Concerto. Si potranno ascoltare brani di Tolo, cover Classic Rock e alla fine una festa di energia e grinta con alcuni tra i più famosi successi dei Deep Purple, eseguiti assieme al loro unico batterista,
il mitico Ian Paice. Il tutto all’insegna dell’improvvisazione e del loro affiatamento musicale.

Formazione:
Ian Paice, batteria
Tolo Marton and his band


ENRICO SANTACATTERINA

Nato a Padova nel Giugno 1962,  inizia a suonare a sei anni, opera nel settore musicale dall'83 sia in qualità di strumentista che di arrangiatore e può contare diverse collaborazioni Italiane ed Internazionali. Inizia la sua carriera discografica  con il suo gruppo FARD, pubblicando diversi singoli di successo con le case discografiche EMI e CGD, fra tutti "Chiamami da Tokyo" e "Hello DeeJay" sono quelli che negli anni ottanta raggiungono la maggiore popolarità anche grazie a numerose apparizioni televisive: Festivalbar, DeeJay Television, Discoring, Videomusic, per citarne alcune. Contemporaneamente svolge una intensa attività di session man e turnista che, alla fine degli anni ottanta lo ha visto ospite in centinaia di incisioni spaziando dalla musica dance al rock al blues.



RICHARD RAY FARRELL

Nato a Niagara Falls, New York, nel 1956, Richard Ray ha lasciato la sua città natale solo due settimane dopo il diploma scolastico e con uno zaino in spalla ha trovato la sua strada attraverso l'Europa, senza sapere che la musica sarebbe stata il suo destino.

Richard Ray ha iniziato come musicista di strada o “busker” a Parigi, Francia nel 1975. Totalmente affascinato dalla musica di Muddy Waters, Robert Johnson e altri leggendari bluesman, Richard ha suonato per ore e ore nella metropolitana parigina, guadagnandosi da vivere come musicista.

Successivamente ha formato la sua band e nel 1987 Richard ha aperto per Joe Cocker al Backnang Open Air Festival.


DON BACKY



Il ragazzo esuberante e fantasioso di Santa Croce sull'Arno - che rispondeva a Aldo Caponi - affascinato da Bill Haley nel film "Senza tregua il rock and roll", (1957) dal Marlon Brando di "Bulli & Pupe" e da James Dean di "Gioventù bruciata", trovò spazio per esprimere tutta la vulcanica voglia e l'impetuosa ispirazione che premeva dentro, scrivendo e cantando l'esuberante e gestuale musica rock, al dancing "La Sirenetta" (1959). Incise – a sue spese - i primi dischi, nel 1960 con il nome d'arte di "Agaton." Vale la pena, anche per cercare di tirare fuori – di questo personaggio – un quadro il più uniforme possibile, leggere alcune valutazioni sulle ragioni che contribuirono a fare di Don Backy, uno dei cantanti-autori più amati dai giovani della sua generazione: <<Per qualche motivo (tutt’altro che oscuro) Don Backy piaceva molto ai giovani degli anni ’60. Il suo viso, certo non bello secondo i tradizionali canoni da fotoromanzo, la sua voce un po’ roca, ma ricca di espressività, i suoi atteggiamenti controcorrente - tutti questi elementi contribuivano a fare di Don Backy l’idolo di una gioventù che negli eroi della musica popolare, cercava qualcosa di più che 'Papaveri e Papere'; cercava chi potesse incarnare le ansie, le voglie, la pazzia di quei vent’anni che si hanno una sola volta nella vita. Più o meno. Con quel suo sorriso guascone e la valigia piena di progetti, era entrato in contatto con Adriano Celentano, che – dopo aver formato il Clan - cercava talenti non allineati, elementi dotati di personalità, un po’ spavaldi anche, lunatici magari… in altre parole, < geniali>>. (Mario Ragni, discografico) E che Don Backy avesse tutte queste caratteristiche, lo si evince anche dal ritratto che esce dalla penna esperta di Gianni Minà: <<Ci sono persone che intrigano subito la curiosità di un cronista, per la singolarità e la poliedricità della loro fantasia. Non hanno studiato magari per fare un certo mestiere, eppure lo fanno, con un’invenzione in più, qualche volta incorretti, ma sempre interessanti più degli altri, spesso geniali. Il mio amico Aldo Caponi è uno di questi. Nei famigerati anni ’60 non era un musicista, eppure era il più creativo autore del Clan Celentano, non aveva voce affinata, eppure era diventato cantante non banale. I suoi successi, l’Immensità, Canzone, sono vere immagini di un epoca, e fecero schiattare d’invidia i cosiddetti ‘autori patentati’, a chi pensava che i cantautori impegnati fossero altri. E lui rideva. Don Backy non dimenticava le sue radici, la sua terra ironica e anarchica. 



RITA RONDINELLA

Discende da generazioni di artisti fra cui Giacomo Rondinella uno tra i più grandi interpreti della canzone napoletana, genere musicale che Rita propone da sempre nel suo repertorio


RANDY ROBERTS

Randy Roberts & The Capital Strokes sono una funk band italiana composta da 11 elementi e guidata dal cantante e performer Randy Roberts. Con la loro esplosiva energia sul palco e le tecniche affinate nel tempo questo gruppo è diventato presenza fissa al Porretta Soul Festival dal 2013 e ha portato la sua particolare miscela di funk, soul, jazz e R&B nei club in giro per l'Italia e oltre, come in Svizzera (per esempio Estival a Lugano), Montenegro, Serbia e Romania.

Randy "the Reverend" Roberts, è sulla scena musicale dal 1992, nel 1997 sale sul palco del Festival di Sanremo, e nel tempo colleziona esperienze facendo da supporto a personaggi internazionali come Craig David e Phil Collins, oltre a molti nazionali. Collabora attualmente con Mogol alla realizzazione di diversi progetti discografici ed è stato conduttore di un programma televisivo per due anni. Con tanta, tantissima attività live in giro per il mondo, Randy è un artista cresciuto nella patria del funk, figlio del cantante Rocky Roberts, pioniere della cultura soul, R&B, in Italia, che lo ha introdotto alla musica sin dai primi anni di vita. Randy è un vero animale da palco, una macchina tutto groove e sudore che con la band di Roma The Capital Strokes si scatena in uno show al fulmicotone.
I musicisti che compongono i Capital Strokes sono tutti professionisti altrettanto riconosciuti, e ognuno ha partecipato a tutti i più importanti jazz festival d'Italia, come Umbria Jazz, Tolfa Jazz e Atina Jazz.


PAOLO MENGOLI